Pubblico Bene, per un giornalismo a misura d’uomo

Non fa notizia il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane. Così recita una delle regole auree del giornalismo, che però sempre più viene portata alle estreme conseguenze, con risultati a volte imbarazzanti. Spesso ci ritroviamo a leggere notizie il cui posto dovrebbe essere invece in rubriche che collezionano stranezze o curiosità, come “Forse non tutti sanno che …” da Settimana Enigmistica. Bizzarro e splatter sembrano pagare, e rischiano di colonizzare il giornalismo. Una sorta di fast food delle notizie a cui si oppone, partendo dal territorio,  Pubblico Bene.

Pubblico Bene è un progetto che si propone di sviluppare il giornalismo d’inchiesta attraverso il crowdfunding, termine che indica la raccolta fondi “dal basso” mirata alla realizzazione di uno specifico obiettivo condiviso, sfruttando le potenzialità dei media 2.0. Il cuore di Pubblico Bene è quindi il suo sito (nato grazie ai finanziamenti erogati dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del progetto GECO) che rappresenta il “luogo d’incontro” tra chi è chiamato a fare informazione, ovvero i giornalisti, e chi la fruisce, i cittadini. Pubblico Bene propone un cambio di prospettiva di 180 gradi, per cui quelli che in passato erano definiti utenti dell’informazione, in un’ottica che ne suggeriva, in un certo senso, la passività, oggi sono chiamati a partecipare al processo di costruzione del valore di notiziabilità e quindi alla divisione della responsabilità ad esso correlata.

 

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