Creatività crossmediale/L´arte “espansa” di Macagnino

Il ruolo dell’arte contemporanea nella società è spesso alquanto “scomodo”: due tra le più frequenti obiezioni che le vengono mosse sono infatti la cripticità dei messaggi veicolati e il ricorso alla provocazione come strumento fine a se stesso.  Non mancano, tuttavia, talenti capaci di coniugare performance creative nate dalla fusione di linguaggi differenti e di grande impatto, con contenuti di spessore, legati a temi percepiti come urgenti dalla collettività. Tra questi, è sicuramente degna di nota l’artista salentina Annalisa Macagnino, il cui stile è caratterizzato dalla plurisensorialità: «non a caso associo ambiti diversi: dai riferimenti artistici alla musica, dalla storia all’economia – ha dichiarato – cerco di calare il tutto nella sfera del privato mediante un’associazione di immagini e di concetti interpretati in maniera del tutto personale».
Nata a Tricase (Le) circa trent’anni fa, la Macagnino ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte E. Giannelli di Parabita, spostandosi poi a Lecce per frequentare l’università, conseguendo la laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Beni Culturali. Nel 2001 inizia l’attività artistica, e l’anno successivo quella espositiva; uno degli elementi peculiari dei suoi lavori è la crossmedialità, infatti, tra le altre cose, l’artista ha realizzato anche illustrazioni di periodici di poesia, riviste e cd musicali. «Posso dire che da sempre molto fondamentale per la mia ricerca, e non solo, è la musica e a questo aggiungerei le letture che supportano il mio pensiero. Attuo sempre dei mix che finiscono sottoforma di citazioni all’interno delle mie opere. Da Valerie Solanas a Planningtorock, da Pj Harvey a Monique Wittig, da Simone de Beauvoir a Santa Teresa d’Avila, da Peaches a Pauline Oliveros, ma potrei continuare all’infinito…».  Altrettanto variegato il suo “orizzonte di riferimento” artistico: «mi sono sempre piaciute le avanguardie storiche. Poi ho “conosciuto” Basquiat che mi ha portato alla sintesi formale e all’introduzione di frasi scritte nei miei lavori. Durante gli anni universitari ho appreso decisamente meglio la storia dell’arte…Per quanto riguarda le arti figurative è più difficile per me fare dei nomi .. la lista sarebbe lunghissima, dal Tardoantico a tutta l’iconografia sacra passando per gli espressionisti, Body Art (e qui un sacco di nomi… come fare ad elencarli tutti), Carol Rama e Diane Arbus»»

 

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