Lovely Book Award 2014

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Ringrazio Sun per aver pensato me e avermi nominata per il Lovely Book Award 2014 che, come suggerisce il nome, è un modo e un pretesto per conoscerci meglio attraverso il rapporto che abbiamo con i libri e la lettura.

Il premio prevede dieci domande a tema, e tecnicamente anche un tot di ulteriori blog da nominare. Stravolgendo un po’ le regole, non nominerò nessuno, lasciando a tutti la libertà di proseguire a loro volta se ne hanno voglia. In coda trovate un passaggio di un libro menzionato nelle mie risposte. Mi sembrava doveroso condividere con voi la potenza straordinaria e l’autenticità dolorosa dell’autore.

 

1)    Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?

Non ho una regola fissa. Se ho già letto qualcosa dell’autore, è molto probabile che mi avvicinerò al suo nuovo lavoro; d’altra parte, quando mi appassiono particolarmente a uno scrittore, faccio in modo di lasciarmi sempre almeno un paio di suoi titoli da leggere. Ritualità, feticismo, masochismo? Fate voi.

Quando l’autore mi è del tutto ignoto, il titolo può giocare un ruolo importante: se mi folgora, è praticamente certo che comprerò il libro. In alternativa, mi affido alla trama riassunta nella quarta di copertina. La recensioni invece sono ininfluenti: semplicemente, non le leggo, né me ne curo, a differenza di quelle dei film.

 

2)    Dove compri i libri: in libreria o online?

Non sono particolarmente tecnologica, per cui in genere preferisco comprarli in libreria. Ma confesso che l’emozione di aprire un pacco di libri recapitati per posta ha il suo fascino legato all’attesa, e alla febbre da curiosità che sale.

 

3)    Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Restare senza libri da leggere (mi) provoca un misto di ansia e fastidio piuttosto seccante, per cui dire di no. In genere ho bisogno di avere almeno un po’ di libri impilati sulla scrivania.

 

4)    Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No.

 

5)    Hai un autore e un genere preferito?

Cito i primi che mi vengono in mente: David Foster Wallace, Pier Vittorio Tondelli, Jonathan Safran Foer, Nick Hornby, Jonathan Coe, Filippo Timi.

 

6)    Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Il mio primo ricordo associato alla lettura risale alle medie: ero a casa con l’influenza, e iniziai a divorare i gialli della collana economica Newton Compton, che all’epoca costavano 1000 o 1500 lire a seconda del numero di pagine. Da lì seguì una full immersion nei romanzi di Sherlock Holmes.

 

7)    Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Ho la tendenza a leggerne più insieme. Mi piace mescolare/intrecciare sensazioni/emozioni/colori diversi e talvolta contrastanti.

 

8)    Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, di Efraim Medina Reyes.

 

9)    Perché ti piace leggere?

Perché le storie sono uno dei cibi più gustosi e nutrienti.

 

10) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

In ordine sparso, che cambio periodicamente, tra l’altro. Mi piace che Hermann Hesse si ritrovi Massimo Zamboni piuttosto che Paula Fox come vicino. E poi, magari fanno amicizia, penso.

 

“Il tuo corpo era mio cent’anni prima di appartenerti, ti ho salvato molte volte in altre vite, ho stritolato il tuo cuore e nessuno potrà restituirgli la forma originaria […] eravamo una cosa sola, tanto che nessuno potrà stare con te senza avere anche un po’ di me […] Le mani si ripeterono fino allo sfinimento e c’erano più mani che posti per esse, e anche un po’ di sangue e lacrime e moccio sullo splendore del suo corpo […] Il tuo corpo bianco come la luna dei sogni. I tuoi occhi aperti su un enigma. Le tue mani sapienti. Scendono in fondo al mare e subito prima di morire tocco una pietra rotonda. La pietra mi riporta in superficie. Non cerco di capire cosa accade, mi sdraio sul tuo corpo e ascolto ciò che dicono le stelle. Una voce cerca di rompere l’incantesimo ma non ci riesce. Sei talmente tu, talmente bella. Un dono della morte. Il mio corpo non riesce a crederci, non credo al mio corpo. Il mio corpo si oppone come una stupida scienza tra te e me. Il tuo corpo si scioglie per lasciarmi entrare, il mio corpo è duro come la legge, come un patto di altri. Rinuncio al mio corpo e mi abbandono al tuo, rinuncio alla mia anima. Sei il vuoto nel mio cuore, il limite nel mio pensiero” (C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, Efraim Medina Reyes)

 

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